Intervento del Presidente della Consulta del Personale Tecnico-Amministrativo e Bibliotecario Giuseppe Gatti (Francesca De Rienzo)

Buongiorno a tutte e tutti.
Magnifica Rettrice, onorevole Presidente di Confindustria, illustri rappresentanti degli Atenei italiani, delle autorità civili, militari e religiose, stimate prorettrici, vicerettori e vicerettrici, delegate e delegati, colleghe e colleghi tutti, studentesse e studenti, qui presenti o collegati da remoto, è un onore per me in qualità di vice Presidente della neo-eletta Consulta, portarvi, anche a nome del nostro presidente Giuseppe Gatti, il saluto di tutto il personale tecnico-amministrativo, in questa cerimonia di apertura del nuovo anno accademico.
L’Anno che inauguriamo oggi è molto particolare per il nostro Ateneo, e non solo perché è il suo 850esimo anno di vita. Quest’anno registriamo, infatti, un traguardo storico: quello di avere eletto per la prima volta una rettrice, che sarà affiancata, per di più, da due prorettrici. Una squadra apicale tutta al femminile! Colgo l’occasione per fare gli auguri di buon lavoro a tutta la nuova leadership accademica.
Inoltre, abbiamo da poco rinnovato alcuni Organi di Ateneo: il Senato Accademico, il Comitato Unico di Garanzia e, appunto, la Consulta del personale Tecnico e amministrativo. I primi due organi hanno la peculiarità di vedere lavorare assieme i rappresentanti delle 3 anime dell’Ateneo: il personale docente e ricercatore, quello amministrativo e tecnico e il corpo studentesco. Nella Consulta, invece, trova rappresentanza il solo personale tecnico-amministrativo, configurandosi come un reale luogo di condivisione tra colleghe e colleghi e di importante dialogo con la governance, necessario per garantire partecipazione, fiducia reciproca e senso di appartenenza.
In quest’ottica, il rafforzamento dei meccanismi di partecipazione è uno degli obiettivi della Consulta e di certo anche dell’Ateneo. È fondamentale infatti preservare spazi strutturati di confronto, nei quali tutte le parti possano contribuire in modo costruttivo alle decisioni e al miglioramento del sistema, per promuovere una visione condivisa che favorisca il coinvolgimento di tutte le componenti di Unimore.
Ricordo anche che iniziamo questo 850esimo anno con la consapevolezza e l’orgoglio di avere superato brillantemente l’accreditamento ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca: siamo uno dei pochi Atenei accreditati in fascia A. Siamo al top! e questo risultato è stato possibile grazie all’impegno di tutte e tutti.
Tra i pochi punti critici rilevati ci sono il fabbisogno e la gestione del Personale tecnico-amministrativo.
E’ perché siamo pochi, pochi rispetto ai numeri del personale docente e ricercatore; pochi rispetto alle sempre più numerose e impegnative attività da svolgere.
Ciononostante, noi ci siamo, UNIMOre può contare su di noi.
L’Università è una comunità.
E in questa comunità noi, amministrativi e tecnici, operiamo trasversalmente in ogni area: dai servizi agli studenti alla ricerca, dall’amministrazione alle biblioteche, dai laboratori al supporto linguistico, tecnologico e informatico, dalle strutture dipartimentali a quelle sanitarie. Supportiamo direttamente e indirettamente sia il personale docente e ricercatore sia studentesse e studenti. La nostra presenza è discreta ma essenziale per garantire quei servizi all’altezza delle aspettative della comunità e degli standard dell’Ateneo e per creare valore pubblico.
Su questo voglio soffermarmi: Unimore è un’università pubblica. E questa parola – “pubblica” – porta con sé una responsabilità verso la società che la sostiene e che ha il diritto di attendersi non solo prestazioni ma anche la creazione di autentico valore collettivo. Questo è ciò che Unimore fa e che deve continuare a fare, con coraggio
e determinazione: investire nella didattica e nella ricerca, ma anche aprirsi al territorio, dialogare con la società civile, le istituzioni, le imprese, assumersi la responsabilità di essere luogo di elaborazione culturale, e ancora valorizzare le sue persone, ovvero tutte e tutti coloro che lavorano quotidianamente per far funzionare questa macchina complessa.
La valorizzazione (del personale) passa attraverso il riconoscimento delle competenze di ciascuno, la formazione continua e la definizione di luoghi di condivisione, fondamentali per creare un ambiente di lavoro motivante, in cui ognuno possa sentirsi parte attiva del (grande) progetto UNIMORE.
Per questo, al centro c’è e va il benessere organizzativo, inteso come la «Capacità dell’organizzazione di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori e delle lavoratrici, a tutti i livelli e per tutti i ruoli».
Dunque, (e mi avvio a concludere) come nuova Consulta, ci proponiamo di avviare un dialogo costruttivo con le diverse figure istituzionali di Unimore e di mantenere un confronto attivo con gli altri Atenei, al fine di promuovere il benessere organizzativo e implementare buone pratiche in una visione sempre più aperta dell’Università.
Il personale tecnico amministrativo c’è. E ogni giorno si impegna a continuare a portare avanti i valori dell’inclusione, dell’accoglienza e della collaborazione, principi cardine per definire e mantenere un contesto lavorativo positivo in una comunità accademica dinamica e innovativa come la nostra.
Auguro a tutte e tutti un anno accademico ricco di soddisfazioni, scoperte e incontri fecondi.
Grazie.
